rigopiano 640x480Se ne è parlato molto, come già accaduto in passato, sull’onda della commozione per le vittime delle scosse di terremoto nel centro Italia, ma il piano di interventi per la riduzione del rischio idrogeologico in tutta la penisola rischia già di arenarsi. Il timore è stato espresso in modo esplicito dall’Associazione dei consorzi di gestione e tutela del territorio, in occasione della tappa laziale del programma di incontri sul tema – 21 dal nord al sud del Paese – promosso dalla struttura di missione #Italiasicura, dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni.
“La coalizione di enti e soggetti della rappresentanza, geologi, ingegneri, che concorrono alla diffusione delle nuove linee guida per la progettazione degli interventi contro il rischio idrogeologico – ha osservato il direttore generale dell’associazione, Massimo Gargano -, testimonia finalmente una diffusa e concreta sensibilità sulle necessità di rinnovata politica territoriale; è una pagina nuova, addirittura epocale, che non vogliamo sia pregiudicata ed impaludata dal clima politico pre-elettorale”.
“La partecipazione di tanti tecnici e professionisti al seminario di Roma – ha aggiunto Gargano – conferma la positiva azione in corso, che vede tra i protagonisti i consorzi di bonifica, impegnati quotidianamente nel garantire le condizioni di salvaguardia da frane ed alluvioni, ma anche nel promuovere la cultura del territorio, fattore indispensabile per il nuovo modello di sviluppo, cui l’Italia deve guardare”.
Intanto, oltre alla terribile e già tristemente nota conta delle vite spezzate, raggiunge cifre elevatissime anche il danno economico provocato dai terremoti recenti. La sequenza sismica che dal 24 agosto ha colpito il centro Italia ha causato danni per 23 miliardi e 530 milioni di euro; somma che include sia i danni strutturali veri e propri che i costi per l’emergenza. Di questo ammontare, 12,9 miliardi si riferiscono ai danni agli edifici privati e 1,1 miliardi di euro agli edifici pubblici. Il fascicolo completo è stato trasmesso dal Dipartimento della Protezione Civile a Bruxelles per l’attivazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea.
Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha inoltre approvato il primo stralcio del programma di ripristino della viabilità della rete stradale interrotta o danneggiata. Secondo il programma, elaborato dall’Anas con le Regioni ed i gestori stradali, sono previsti 408 interventi per un valore complessivo di 389 milioni di euro. Anas ha finora effettuato 622 sopralluoghi su 124 strade insieme ai tecnici dei rispettivi enti gestori della rete viabilistica interessata. Si tratta di una superficie complessiva di circa 7.600 chilometri quadrati che comprende quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), otto provincie (L’Aquila, Teramo, Rieti, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Perugia), 131 Comuni, per una rete stradale di 15.300 chilometri.
“Per ripristinare la viabilità e le connessioni per il Centro Italia colpito dal sisma – ha spiegato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – sono stati considerati sia gli interventi urgenti, sia la definizione di assi prioritari di collegamento con il Paese. Siamo impegnati vicino alle comunità colpite, perché senza collegamenti non vi è sviluppo e ripresa dell’attività economica”.
Su tutto, aleggia quel monito: il clima pre-elettorale non rallenti le azioni. Infatti, i benefici degli interventi per limitare i rischi futuri, possono non essere percepiti subito da tutti, e quindi non portano ad un premio immediato in termini di voti…
Ci sono degli antidoti alla deriva miope: la coscienza di chi ora ha la responsabilità di portare avanti le piccole (ma vitali) opere, l’attenzione dei media, la consapevolezza dei cittadini.