Nell’anno del turismo Ue-Cina, Roma con il suo aeroporto di Fiumicino si conferma sempre di più porta di arrivo in Europa dei turisti cinesi. La conferma è arrivata in un convegno organizzato da ADR nella nuova area di imbarco E per i voli internazionali Extra Schengen, una giornata di lavori sullo sviluppo del sistema aeronautico e turistico tra Italia e Cina a cui hanno partecipato le maggiori realtà industriali e istituzionali coinvolte negli scambi tra i due Paesi (ADR, vettori cinesi pubblici e privati, tour operator, fornitori di servizi digitali). Roma è sempre più una delle mete preferite dai cinesi: a Fiumicino i passeggeri provenienti dal paese asiatico sono in aumento del 13% da due anni consecutivi: nel 2015 sono transitati al Da Vinci 480mila passeggeri cinesi, nel 2016 almeno 650mila, nel 2017 più di 750mila con un 2018 che conferma il trend di crescita. Sono 25 infatti le frequenze settimanali per otto destinazioni connesse con voli diretti: Pechino con Air China; Shanghai e Wenzhou con China Eastern; Canton e Wuhan con China Southern; Xi’an, Chongqing e Haikou con Hainan Airlines. Dal tavolo degli oratori la speranza che il nuovo governo decida di firmare i nuovi accordi bilaterali con Pechino per portare i voli settimanali dall’Italia dagli attuali 49 a circa 100, come Francia e Germania, di cui 50 solo a Fiumicino. “A Roma c’è spazio per nuove compagnie e passeggeri cinesi. A ottobre una nostra delegazione andrà a Pechino alla fiera del turismo per promuovere la città” ha detto l’AD di ADR, Ugo De Carolis.

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Sono 130 milioni i turisti cinesi nel mondo, il 10% quelli arrivati in Europa, 1,4 milioni in Italia. Ma ci sono le potenzialità e le possibilità per far crescere questi numeri. Infatti solo il 10% della popolazione cinese ha un passaporto, i cinesi all’estero nel 2020 dovrebbero arrivare a 700 milioni ma in proporzione dovrebbero calare gli arrivi in Italia, stimati a 21 milioni (il 3% del totale). Tra le richieste presentate durante il convegno c’è quella di una semplificazione nel rilascio del visto. Ma qual è il turista cinese tipo che approda in Italia? E’ giovane, il 60% sotto i 40 anni, informato, con un utilizzo intenso di internet e dei social, ama il made in Italy ed è interessato alla cultura, all’enogastronomia e al lusso delle grandi firme. Rispetto al passato sono calati drasticamente i viaggi di gruppo, passati dall’85% al 50% in pochissimi anni. E per l’estate 2018 i numeri sono rosei con un +4% di prenotazioni per l’estate anche grazie a un aumento della capacità degli aeromobili dalla Cina all’Italia dell’8%. Ma si è discusso anche del turismo dall’Italia alla Cina, crollato nel 2008 con un calo del 70%. Tra i motivi del crollo i pessimi servizi turistici e la modernità con infrastrutture gigantesche, che ha fatto perdere il fascino della “Cina antica”. Ma il trend sta cambiando e sono ripresi i viaggi dall’Italia alla Cina, anche grazie ai tre grandi hub di Pechino, Shangai e Hong Kong che permettono di raggiungere con scalo praticamente tutta la Cina.

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