Scattata convendemmia 03 1 640x425 oltre 10 giorni di anticipo, la vendemmia 2017 promette un livello di qualità ottimo in tutte le principali aree a vocazione produttiva, nonostante il caldo e la siccità di questa estate. Più qualità però non significa più produzione: rispetto al 2016 si prevede un calo tra il 10 e il 15% rispetto alla produzione di 51,6 milioni di ettolitri dello scorso anno. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione del distacco del primo grappolo di uva nell’azienda agricola Faccoli, nella provincia di Brescia in Franciacorta, che inaugura l’inizio della raccolta con la vendemmia delle uve Chardonnay per la produzione di spumanti. La vendemmia 2017, per effetto del caldo e della siccità, si classifica come la più precoce dell’ultimo decennio con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno. “Molto dipenderà dai mesi di agosto e settembre – spiegano dalla Coldiretti – ma le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità, in particolare per i vigneti che hanno subito meno le carenze idriche o dove gli agricoltori sono riusciti ad intervenire con irrigazioni di soccorso. Lo stato fitosanitario si presenta complessivamente buono, il clima asciutto non ha favorito lo sviluppo di fitopatie e la gradazione zuccherina sarà in media più elevata”.

In Italia la vendemmia è partita con le uve pinot e chardonnay, a settembre e a ottobre si proseguirà con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo per poi finire a novembre con le uve di Aglianico e Nerello. Nel 2017 si registra anche il record storico delle esportazioni di vino made in Italy con un aumento del 4,7% rispetto allo scorso anno. “Si tratta di un’ottima premessa alla vendemmia 2017 che  – sottolinea la Coldiretti – interessa 650mila ettari di vigne, dei quali 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole. In Italia se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola. Il vino italiano è cresciuto scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo”. La filiera del vino da lavoro a 1,3 milioni di persone con un fatturato di 10,5 miliardi di euro di fatturato solo dalla vendita del vino.