La quantità di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE) raccolta in Italia per il riciclo è in aumento, ma per merito di poche aree geografiche. L’anno scorso, 40 province non hanno raggiunto il target stabilito di quattro chilogrammi per abitante, mentre solo quattro province hanno superato, oltre all’obiettivo del 2015, anche quello fissato per l’anno in corso, che prevede una raccolta pro-capite di 7,5 chilogrammi; si tratta di Olbia–Tempio (10,2 kg), Como (10 kg), Aosta (8,2 kg) e Sassari (8 kg). Su scala regionale, la media più alta si riscontra al nord: Valle d’Aosta, Trentino e Friuli; in forte ritardo, invece, Campania, Sicilia e Puglia.

A fornire queste cifre è lo studio dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, sui dati 2015 del Centro di coordinamento RAEE che ha evidenziato come, negli ultimi mesi, in diverse città italiane sia esploso il problema dei rifiuti ingombranti e da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Analizzando i trend, si evince che solo in 49 province la situazione è migliorata rispetto a cinque anni fa, in altre tre è rimasta stabile, mentre in ben 58 è addirittura peggiorata.

Senza un deciso cambio di passo, appare dunque irrealistica la possibilità di raggiungere l’obiettivo di circa 10 chilogrammi per abitante nel 2019, stabilito dall’Unione europea.

Per fronteggiare questo problema e spiegare ai cittadini cosa sono i RAEE e qual è il modo migliore per smaltirli, Ecodom (consorzio operante nella gestione dei RAEE) e Cittadinanzattiva hanno realizzato una guida dal titolo: “Rifiuti elettrici ed elettronici: come fare?”, che sarà distribuita in 10.000 copie presso le sedi regionali dell’associazione e sarà disponibile on-line, tramite i social network ed i siti www.cittadinanzattiva.it e www.ecodom.it.

“Questa iniziativa ha una valenza educativa molto importante -commenta Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom-. La quantità di RAEE che ogni italiano produce, cioè butta via, in un anno è impressionante: quasi 13 chili a testa, che in totale fanno circa 800.000 tonnellate. L’obiettivo di questa guida è spiegare per quali motivi i RAEE devono essere oggetto di una raccolta differenziata, esattamente come già facciamo per la plastica, la carta, il vetro. Da un lato, perché i RAEE contengono sostanze inquinanti, che devono essere estratte con tecnologie appropriate e correttamente smaltite; dall’altro, perché questi rifiuti possono davvero rappresentare un’importante miniera di materie prime da riutilizzare: da quelle più comuni come il ferro, l’alluminio, la plastica, il rame, fino a quelle più preziose o strategiche, come l’oro, il palladio, il cobalto, la grafite. Ricavare queste materie prime dai RAEE, inoltre, richiede meno energia e ha un impatto ambientale inferiore rispetto all’estrazione delle stesse dalle miniere”.