Caro diario… Anche se Anna avrebbe scritto ‘Cara Kitty’… ‘In questi giorni qui parlano tutti di me, è scoppiato un pandemonio perché sono finita sulle figurine dei calciatori, adesso va a finire che i ragazzi si contendono la mia, capisci? Ho un bel sorriso. Pensavo purtroppo di essere già famosa, poi ho scoperto che un allenatore di serie A, quello del Torino, non mi conosce neppure: qualcuno ha detto che lui, invece, la Tigre Arkan se la ricorda benissimo. Sembra a causa di uno striscione esposto qualche anno fa dagli ultrà della Lazio. Ah, già, dimenticavo: è proprio a causa di alcuni ultrà della Lazio che tutti parlano di me, anche se non è la prima volta. Era già capitato con gli ultrà della Roma, ma anche con altri, quelli che si esibiscono in cori antisemiti. Che poi chi saranno mai questi ultrà, che manco mi conoscono… L’avessero almeno letto il mio diario… Mah, valli a capire…’. anna frank figurinaAnna è Anna Frank, lo ripetiamo a beneficio soprattutto dei pochi che ancora non la conoscono nel mondo e non sanno cosa sia il diario, tradotto in 70 lingue. Tra loro c’è Sinisa Mihajlovic, evidentemente piombato sulla terra dalla luna solo di recente. Forse sarà riuscito ad accaparrarsi una copia di quelle portate in campo dai giocatori nel turno infrasettimanale di campionato. Ecco, ora lo sa chi è Anna Frank. Ora lo sanno tutti, pure quelli che in questi ultimi giorni hanno strumentalizzato il suo nome, quelli che lo hanno vilipeso ancora una volta, quelli che hanno letto le pagine del suo diario per statuto ma senza cuore, quelli che hanno fatto scena – o una sceneggiata -, quelli che hanno onorato il passato ma l’hanno offesa distruggendo il futuro di altri bambini, quelli che proprio come i bambini si sono comportati, puntando il dito contro i rivali e piagnucolando: ‘Ha cominciato lui’. E Anna era poco più di una bambina, appena 16 anni, quando ha detto addio al mondo che le spettava di diritto, annientata dal tifo nel 1945 nel campo di concentramento di Bergen Belsen. Era ebrea, considerato un titolo di infamia ieri dalla follia nazista, oggi da chi non ha memoria nè cultura. Come quei 16 identificati dalla polizia per aver imbrattato, domenica sera, la curva Sud dello stadio Olimpico con gli adesivi recanti l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma: tre sono minorenni, uno di 13 anni, quando si dice un processo di crescita promettente. Una “goliardata” l’hanno definita gli Irriducibili della Lazio, che in segno di protesta stasera non hanno seguito la squadra a Bologna: “Non partecipiamo al teatro mediatico”. icardi diario 2Si sono risparmiati una pena del contrappasso coi fiocchi, perché avrebbero dovuto prendere posto nella curva del Dall’Ara intitolata ad Arpad Weisz, allenatore ungherese ed ebreo vittima della Shoah, che negli anni ’30 condusse i rossoblu per due volte allo scudetto. Quelli che c’erano però si sono fatti onore, si fa per dire, con un coro da dimenticare, mentre a Torino e Roma i fischi hanno coperto la lettura di un brano del diario. Un limpido esempio di inciviltà. I giocatori della Lazio, invece, hanno portato Anna in campo con loro, indossando per il riscaldamento una maglia con il suo viso. Chissà come avrebbe reagito a tanto clamore la ragazza di Francoforte sul Meno. “Adesso un po’ di pace. Buona notte Kitty”. Ciao Anna.