Vamos! E’ il minimo, considerato che il prossimo 2 settembre il Santiago Bernabeu sarà, e lo sapevamo fin dall’inizio, il passaggio obbligato per l’accesso diretto ai Mondiali di Russia 2018: Spagna o Italia, senza se e senza ma. Santiago BernabeuCom’era prevedibile le due sfide di ieri non hanno modificato le posizioni delle duellanti, che restano appaiate in testa al Gruppo G a quota 18, ma la differenza reti arride alle Furie Rosse: +8 contro +4. A Udine gli azzurri hanno liquidato il Liechtenstein con una cinquina, ma dopo aver faticato non poco nel primo tempo e segnando tre gol nell’ultimo quarto d’ora con tre subentrati. La Spagna ha vinto 2-1 in Macedonia, prima dominando, poi soffrendo: i sei diffidati “pesanti”, però, hanno evitato il cartellino giallo facendo tirare un sospiro di sollievo a Lopetegui. Ventura, invece, ha preferito non correre rischi, lasciando in panchina Bonucci, pilastro della difesa, che sarà fondamentale al Bernabeu. Giocatore di spessore e personalità, lo juventino non soffrirà di certo il “Miedo escénico” che il tempio del Real incute agli avversari, anche di livello. Italia esultaIn un ambiente caliente come quello che ci attende a Madrid a fine estate, serviranno testa e sangue freddo, sapendo che la Spagna resta un grande avversario, favorito dal fattore campo, ma non invincibile come una volta. Conte e la sua banda lo hanno dimostrato un anno fa, eliminandola agli Europei francesi, ko che aveva portato all’addio di Del Bosque e indotto i media iberici a parlare di ciclo finito dopo un’epopea irripetibile. Ecco perché l’1-1 dell’andata allo Stadium ha lasciato l’amaro in bocca e la sensazione di aver perso una grossa occasione per ipotecare la qualificazione iridata. Abbiamo un solo risultato per rimettere la testa avanti: la vittoria. Le ultime tre gare, infatti, non dovrebbero influire più di tanto sull’esito finale, anche se l’Italia dovrà affrontare la trasferta insidiosa in Albania ed evitare scherzetti da parte del connazionale De Biasi. Ventura può contare su un Insigne finalmente maturo, sui gol di Belotti, sulla solidità del pacchetto arretrato e sulla crescita esponenziale dei giovani. iniesta ramosL’intramontabile genio calcistico di don Andres Iniesta, come sempre, è il faro degli hidalgos spagnoli, che allineano bucanieri del calibro di Sergio Ramos e Pique, Silva e Busquets, il Diego Costa ripudiato da Conte, ma anche i nuovi astri, Thiago Alcantara e Isco, l’uomo che ha scombinato i piani di Allegri a Cardiff. Ecco, pensando alla Champions svanita per mano del Real, gli juventini hanno la ghiotta occasione di vendicarsi e spedire la Spagna agli spareggi. E fare in modo che quella di Madrid non sia una corrida, ma una fiesta. Adelante Giampiero, con juicio, ma senza paura.