L’orologio di Torino ed Appiano Gentile segna le 22,30. E’ l’ora esatta di un incrocio improponibile, tra chi vede il Paradiso e sogna il Triplete e chi il Triplete l’ha già centrato ma oscilla da tempo tra Purgatorio e Inferno. Così capita che l’Inter scelga di annunciare l’esonero di Pioli – e, indirettamente, l’arrivo del nuovo factotum di Suning Sabatini – nel momento stesso in cui la Juventus gioca gli ultimi minuti del ritorno della semifinale di Champions contro il Monaco, col biglietto per Cardiff già staccato e lo Stadium in delirio. tifo juve 640x360Anche la Milano nerazzurra è in delirio, ma per ragioni diametralmente opposte. Il licenziamento dell’allenatore è un must in quest’annata inaugurale dell’era Suning, che sa tanto di certe stagioni morattiane: prima del tecnico emiliano, il normalizzatore che sperava di diventare potenziatore, erano già saltati Mancini – rescissione consensuale il 9 agosto – e De Boer, l’olandese volante voluto a tutti i costi dal desaparecido Thohir e durato appena 84 giorni. In sella torna il soldato Vecchi, tecnico della Primavera, per la seconda volta dopo il breve interregno autunnale. Max Allegri – accolto con grande scetticismo al suo arrivo alla corte della Signora – osserva da fuori questa giostra nerazzurra impazzita, si prepara al rush finale verso la strada della gloria e si fa due conti: in tre anni, finora, due scudetti, due finali di Champions, due coppe Italia e una Supercoppa Italiana. E il bello potrebbe venire ora. tripleteCon tanti saluti alle vedove di Antonio Conte, sì esatto, proprio l’oggetto dei desideri di Suning, pronto a coprirlo d’oro pur di rinverdire gli antichi fasti della Beneamata. Eventualità per ora remota, ma che se si concretizzasse non farebbe altro che aggiungere un’altra bella dose di veleno al prossimo Juventus-Inter, come se ce ne fosse bisogno. Così rivali che qualcuno, addirittura, sospetta un dispetto nerazzurro nell’annunciare l’addio a Pioli mentre i bianconeri conquistano la finale di Champions League. Come se una nuvoletta potesse oscurare il sole pieno. La realtà, invece, è che serve a rimarcare ancora di più l’abisso che in questo momento separa le due società. Da una parte programmazione, organizzazione e vittorie. Dall’altra superficialità, disomogeneità e sconfitte. “Dobbiamo tornare a vincere” è la strada indicata sabatinioggi a Nanchino da Sabatini, nuovo direttore tecnico di Suning, zero successi con la Roma, la plusvalenza come vangelo, tra felici intuizioni sul mercato e topiche clamorose. “Vincere non è importante, è la sola cosa che conti” è l’input bonipertiano tramandato da decenni nello spogliatoio bianconero. Ecco, fossimo in Suning ripartiremmo da qui. Per restituire all’Inter un incrocio scudetto con la Juventus. Non uno come quello di ieri sera. Frustrante e beffardo.