E’ ancora viva nella memoria collettiva la più recente e violenta follia dopo una lite al volante. Quella che si è materializzata neanche due settimane fa in Val Susa, dove un uomo alla guida di un furgone ha travolto una moto su cui viaggiava una coppia di giovani fidanzati, uccidendo lei e ferendo gravemente lui. A quanto pare (e senza voler entrare nelle conseguenti vicende giudiziarie), non si sarebbe trattato di un incidente. All’origine dell’accaduto ci sarebbe stato un litigio, come ne avvengono tanti sulle strade, probabilmente per una precedenza non data.


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Il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani

“Stili di vita e stili di guida si intrecciano e talvolta sfociano nella cosiddetta rabbia stradale, che definisce questi straripamenti emotivi incontrollati e imprevedibili – osserva uno che di guida se ne intende, quale il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani -. So bene che in certe situazioni è difficile non alzare la mano in segno di protesta per un torto subito, come una mancata precedenza o una manovra azzardata. Il mio invito, da uomo che guida ancora con tanta passione da cinquantaquattro anni, è quello di fare finta di non vedere le provocazioni, non protestare per la maleducazione alla guida e guardare con concentrazione la strada, ignorando chi non merita la nostra attenzione”.


“Nuove abilità – prosegue il numero uno dell’ACI – si richiedono agli utenti della strada: pazienza, tolleranza, calma, saggezza, prudenza, autocontrollo. In questo modo, eviteremo situazioni difficili o peggio ancora drammatiche, magari mentre siamo con la nostra famiglia, e non avremo dato soddisfazione a chi è alla mera ricerca di dimostrazioni di prepotenza o addirittura di bullismo. Inoltre, in questo periodo di elevate temperature e congestione delle strade, talune persone sono stressate da tanti problemi e possono più facilmente perdere le staffe, magari senza rendersi conto delle conseguenze terribili a cui si può andare incontro. Facciamo esercizio di buonsenso e ignoriamo ciò che non vale la pena di vedere”.