Un viaggio nel tempo attraverso una delle zone più belle. Parliamo dei treni storici tra Sulmona e Roccaraso e in alcune occasioni prolungati su Castel di Sangro e Isernia attraverso le montagne abruzzesi della Majella tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali con una ferrovia tortuosa e difficile che attraversa montagne e strette gole. E’ ricco il calendario organizzato dall’Associazione Lerotaie in collaborazione con Fondazione FS Italiane. Si parte da Sulmona, il principale centro della Valle Peligna, patria del poeta latino Ovidio e famosa per i suoi confetti. Il treno comincia subito la sua ascesa che avrà il suo culmine ai 1.268,82 metri della stazione di Rivisondoli – Pescocostanzo, seconda stazione più alta della rete FSa dopo quella del Brennero. Un tracciato spettacolare che da solo vale un viaggio attraverso centri abitati grandi e piccoli dove la storia ha lasciato numerose e pregevoli tracce insieme a tradizioni artigianali ancora oggi praticate. Un viaggio che unisce il massiccio della Majella con le sue ragguardevoli cime e i suoi grandiosi altipiani carsici con monumenti, opere d’arte e lavoro dell’uomo di queste magnifiche terre. È un po’ come vedere un documentario dal vivo con le immagini che scorrono dai finestrini del treno, con gli splendidi panorami invernali ricchi di neve o con i colori della natura in primavera-estate.

La linea è stata aperta all’esercizio nel 1897, distrutta dai tedeschi tra il 1943 e il 1944, fu ricostruita e riaperta nel 1960. Negli anni ottanta la ferrovia cade vittima della politica dei “rami secchi”.  Tra il 1994 e il 1995 vengono chiuse le biglietterie, e varie stazioni declassate a semplici fermate. A fine 2010 chiude il tratto da Isernia a Castel di Sangro e un anno dopo, dicembre 2011, chiude anche il tratto abruzzese Castel di Sangro-Sulmona. Ma con la volontà delle associazioni locali, in primis Lerotaie, supportate da Fondazione FS Italiane con il Direttore Luigi Cantamessa in prima linea che crede fortemente nei treni storici come volano per far scoprire e crescere il turismo nei territori, dal 2014 un calendario ricco di eventi ha portato migliaia di viaggiatori a viaggiare nel cuore dell’Abruzzo con i treni storici composti da convogli con carrozze “Centoporte”, “Terrazzini” e “Corbellini” realizzate tra il 1920 e il 1930 e trainate dal locomotore Diesel D.445.1145 nella classica livrea FS verde magnolia-isabella.

Il percorso, da Sulmona a Isernia, raggiunge una lunghezza di 128,73 km di cui 25 in 58 gallerie, la più lunga misura 3.109 metri e attraversa il Monte Pagano al confine tra Molise e Abruzzo. Troviamo, ancora, 103 opere d’arte principali tra ponti e viadotti, 374 opere d’arte minori tra acquedotti, ponticelli, paravalanghe, e cavalcavia e 21 stazioni comprese quelle estreme di Isernia e Sulmona. Il termine “Transiberiana” associato alla ferrovia Sulmona-Carpinone lo troviamo per la prima volta sulla rivista Gente Viaggi del novembre 1980 dove il giornalista Luciano Zeppegno, descrivendo questa ferrovia appenninica la apostrofò come “la piccola Transiberiana” a causa delle abbondanti nevicate nel periodo invernale che la fanno somigliare alla vera Transiberiana che da Mosca raggiunge Vladivostok. Da allora è diventata la Transiberiana d’Italia.

Ogni viaggio ha un suo “motivo conduttore”: si va dai treni per i pic-nic a quelli legati a eventi culturali della zona o a sagre, ma anche i treni della neve nel periodo invernale o a Ferragosto, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e per i presepi viventi. Durante il viaggio sono presenti guide di bordo dello staff che descrivono la storia della ferrovia e la geografia del territorio attraversato e musica popolare itinerante tra le carrozze per tutta la giornata. A terra, invece, oltre alla musica che fa sempre da cornice, stand gastronomici per assaporare la locale tradizione culinaria e visite guidate alla scoperta di musei, borghi antichi e tradizioni.

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