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Nell’aula della Camera dei deputati si è svolta la celebrazione parlamentare del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, in vista dell’appuntamento comunitario di sabato prossimo.
Al centro l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato di un’Europa “incerta e troppo spesso ripiegata su se stessa, alla quale serve coraggio per riaffermare il suo ruolo di modello sociale”.
Mattarella ha evidenziato che “la spinta all’unità europea si è sempre rilevata, comunque, più forte degli arroccamenti e delle puntigliose distinzioni pro-tempore di singoli governi o di gruppi di Paesi, giocando un ruolo significativo anche nel contributo all’evoluzione delle relazioni internazionali”.

Il 25 marzo del 1957 fu siglata, in Campidoglio, la nascita della Comunità economica all’origine dell’attuale Unione europea, e per la ricorrenza, i 27 paesi membri (la Gran Bretagna è ormai esclusa) firmeranno – di nuovo a Roma, in Campidoglio – una dichiarazione congiunta, con i traguardi tagliati in questi primi 60 anni di vita e con le priorità da perseguire nel prossimo decennio.

Oggi, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si sono riuniti a Montecitorio deputati, senatori, parlamentari europei eletti in Italia, rappresentanti degli organi costituzionali e alte cariche istituzionali. Dopo gli interventi introduttivi dei presidenti Boldrini e Grasso, ha preso la parola il Capo dello Stato.

Assenti i parlamentari della Lega Nord, che hanno invece protestato in sit-it, davanti a Montecitorio, contro la celebrazione e in polemica con l’Unione europea. Solo Umberto Bossi è rimasto in aula.

Il discorso del presidente Mattarella:
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