Un tweet può decrittare il giallo di JFK. Almeno nelle intenzioni del presidente Trump, che lo ha scritto con l’obiettivo di illuminare un tunnel buio e lungo 54 anni, il segreto per eccellenza della storia americana. La data da segnare col circoletto rosso è quella del 26 ottobre ed è proprio l’inquilino della Casa Bianca a spiegarci il perché: “Pur aspettando ulteriori informazioni consentirò, nella mia qualità di presidente, di pubblicare i file classificati su John Fitzgerald Kennedy a lungo bloccati”. kennedy 1 640x315Per comprenderne appieno il significato, però, bisogna fare un passo indietro, precisamente nel 1992, quando la legge conosciuta come “Kennedy assassination records collection act” consentì, entro 25 anni, la diffusione della spaventosa mole di carte collezionate durante un’inchiesta dai contorni tanto leggendari quanto misteriosi. Quel giorno – giovedì prossimo – è arrivato e riguarda oltre 3.000 file dell’Fbi e della Cia, anche se l’esito non è scontato: Trump, infatti, potrebbe decidere in extremis di far slittare la scadenza, nonostante l’intenzione manifestata pubblicamente. E ormai abbiamo imparato che con Trump è possibile tutto e il contrario di tutto, anche che rinneghi il proprio tweet. Sarebbe un gran peccato, perché mezzo mondo farebbe carte false per capire “cosa” sia davvero successo quel 22 novembre 1963 a Dallas, ma soprattutto per capire “cosa” si nascondesse dietro le quinte di uno degli omicidi più famosi della storia. Se davvero, cioè, ci fosse un complotto ordito dalla Cia e dall’industria bellica Usa per favorire il conflitto in Vietnam, come ipotizzato da Oliver Stone nel suo celebre film del 1991. Se Lee Harvey Oswald – individuo a dir poco misterioso, poi ucciso in diretta tv da Jack Ruby – fosse l’unico responsabile dell’omicidio o, come è assai più probabile, fosse solo una piccola rotella dell’ingranaggio allestito per uccidere il presidente.  omicidio oswaldSe fosse ipotizzabile la pista cubana, con Fidel Castro mandante dopo la crisi del 1962 che gettò il mondo sull’orlo del baratro (curioso: proprio oggi, 22 ottobre, è l’anniversario del blocco navale dell’isola annunciato da Kennedy alla nazione). Teoria alla quale si aggancerebbe la tesi secondo cui il vicepresidente Lyndon Johnson, eletto presidente subito dopo la morte di JFK, avrebbe di proposito insabbiato le indagini: perché, se si fosse accertata la responsabilità da parte di Cuba o una regia sovietica, nulla avrebbe evitato la terza guerra mondiale. Trump può fornirci la password per sciogliere il rebus Kennedy. Quello che assomiglia, per parafrasare Winston Churchill, ad “un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma”.