061 CantineAperte2015 640x427Quattordici milioni di arrivi, tra escursioni e pernottamenti, e un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro. Il dato è contenuto nel quindicesimo Rapporto sul Turismo del vino in Italia, realizzato dall’Osservatorio delle Città del vino e dall’Università di Salerno. Il fenomeno in Italia è definito “vivace”, anche grazie alle numerosissime iniziative organizzate da nord a sud nei 432 Comuni aderenti a Città del Vino.  Nel 2018, il 73% dei Comuni ha realizzato uno o più progetti per promuovere l’arrivo degli enoturisti, che incidono in media per il 27% sul fatturato delle cantine e per il 36% delle altre aziende (alberghi, prodotti tipici). Punto debole? La qualità delle infrastrutture di collegamento nelle singole zone di interesse, giudicata insufficiente, infatti il 60% dei Comuni non ha un ufficio turistico. Quanto alle presenze di enoturisti oltre l’80% dei Comuni risponde che il flusso è aumentato o rimasto stabile.

Importante per le cantine è il fenomeno, grazie alla vendita diretta, la degustazione e le visite. La parte speciale del rapporto è dedicata agli enoturisti e conferma la Toscana come la regione più attrattiva d’Italia (48%), seguita da Piemonte, Trentino Alto-Adige e Campania, che già di per sé sono regioni a vocazione turistica. È di 85 euro la spesa media per gli escursionisti (chi visita ma non pernotta) che sale a 160 euro per chi utilizza tutti i servizi (viaggio, vitto, alloggio, acquisto bottiglie e prodotti). “Il turista del vino” recita il rapporto “si conferma disposto a spendere bene per un’esperienza di qualità”. Due persone su tre si sono dette interessate anche al turismo dell’olio grazie anche alle “Città dell’Olio”.