foto obama 640x336Obama rafforza la sua eredità verde e assesta il suo ultimo colpo in tema di ambiente prima di dire addio il 20 gennaio alla Casa Bianca: vietata a tempo indeterminato la concessione di nuove licenze per le trivellazioni nell’Artico e lungo le coste dell’Atlantico. Non si potrà più estrarre petrolio e gas naturale in 31 zone dichiarate off limits -circa 3,8 milioni di acri- lungo le coste che vanno dal New England fino alla Virginia, per proteggere un ambiente dal valore ecologico insostituibile. Stop alle concessioni anche nel 98% delle acque artiche federali Usa, 115 milioni di acri, una regione incontaminata dove vivono molte specie in pericolo tra cui orsi polari e balene.

La mossa di Obama è legittimata da una legge del 1953, l’Outer Continental Shelf Land Act, che autorizza i presidenti ad agire unilateralmente per limitare le zone di estrazione mineraria e di perforazione. In passato è stata utilizzata da alcuni suoi predecessori per proteggere piccole porzioni di Oceano lungo le coste orientali e occidentali, ma sempre per periodi limitati. Senza precedenti è invece la dichiarazione di “divieto permanente” fatta dal presidente uscente. Allo stesso tempo anche il Canada ha annunciato il congelamento delle esplorazioni petrolifere nelle acque dell’Artico. “Queste azioni e quelle parallele del Canada, vogliono proteggere un ecosistema unico e fragile” ha dichiarato Obama, sottolineando che anche con massimi standard di sicurezza i rischi di fuoriuscita di petrolio in un ambiente così remoto sarebbero troppo alti. L’atto, ha infastidito i petrolieri e i colossi minerari.

foto due trivellazioni 640x445L’American Petroleum Institute accusa Obama di mettere a rischio la sicurezza nazionale “che dipende dalla capacità di produrre petrolio e gas negli Stati Uniti”. Gioiscono invece gli ambientalisti, che definiscono l’Artico un ecosistema unico con oltre 20 mila specie animali, ricco di diversità biologica e di importanza fondamentale per la regolazione del clima del pianeta: i ghiacci artici – riflettendo i raggi solari – mitigano gli effetti del riscaldamento globale. Per Greenpeace Usa, “decisioni come queste sono fondamentali, tanto più che la presidenza Trump significherà meno protezione governativa per le persone e il per il pianeta”.

Lo stop alle nuove trivellazioni è infatti un chiaro messaggio a Trump, che vuole ridare spazio ai combustibili fossili ma molto difficilmente potrà ribaltare la decisione di Obama. Se intenderà revocarla, dovrà affrontare ricorsi e sfide legali: esiste infatti un fortissimo movimento di base contro le trivellazioni offshore nell’Oceano Atlantico al quale hanno aderito più di 120 comuni della East Coast, oltre mille amministratori locali e parlamentari statali e federali, anche repubblicani, e un’alleanza che rappresenta 35 mila aziende e 500 mila famiglie di pescatori, convinti che le trivellazioni offshore metteranno a rischio quasi un milione e mezzo di posti di lavoro e più di 95 miliardi di dollari di Pil americano. L’unica che potrebbe rovesciare la decisione è una Corte federale.