Nel mondo 3,7 milioni di bambini non hanno la possibilità di andare a scuola, fra essi un milione e 750 mila non frequentano la scuola primaria. Per garantire a questi bambini l’istruzione, l’UNHCR, l’agenzia Onu per i rifugiati ha lanciato da oggi fino all’11 dicembre la raccolta fondi “Mettiamocelo in testa. Solo con l’istruzione un bambino rifugiato comincia a scrivere la sua vita”.
“Per l’UNHCR l’istruzione è una priorità assoluta. Per la sopravvivenza di un bambino la scuola non è meno importante di una tenda dove dormire, del cibo o delle cure mediche – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa – La scuola infatti è un luogo protetto, che mette al riparo i bambini dalla violenza e dal rischio di subire abusi, o da matrimoni e gravidanze precoci.  Dare istruzione a un bambino rifugiato significa offrirgli una opportunità per socializzare e superare il trauma della guerra. La scuola salva la vita dei bambini, offre loro le risorse per crearsi un futuro migliore e contribuisce a costruire un mondo senza guerra. Ma per realizzare il nostro obiettivo di garantire istruzione primaria a 1 milione di bambini abbiamo bisogno del sostegno di tutti” conclude Sami.
I fondi raccolti andranno a sostenere “Educate a Child”, un innovativo programma di istruzione in 12 paesi: Ciad, Etiopia, Iran, Malesia, Pakistan, Ruanda, Siria, Sudan, Uganda, Kenya e Yemen. Grazie a questo progetto è stato garantito l’accesso all’istruzione per oltre 570 mila bambini rifugiati e sono state costruite o ristrutturate 148 scuole garantendo inoltre un sostegno economico a oltre 58 mila bambini. Fino all’11 dicembre si può sostenere la campagna “mettiamocelo in testa” con un sms solidale di 2 euro al numero 45516. Molti i personaggi dello spettacolo hanno prestato i loro volti e la loro voce all’iniziativa. Anche il mondo del calcio ha aderito alla campagna, dedicando la prossima giornata di campionato da sabato 26 a lunedì 28 novembre a iniziative di visibilità e appelli in tutti gli stadi di Serie A.
I testimonial della campagna “mettiamocelo in testa” dell’UNHCR: