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La processione del Venerdì Santo di Chiavenna

Con l’avvicinarsi della Pasqua sono molti gli eventi ad essa legati. Non è da meno la Valtellina, legata a tradizioni antiche. Tra i riti più caratteristici  del Venerdì Santo c’è la processione di Chiavenna. Guidano la suggestiva manifestazione i confratelli della ‘Buona Morte’ che, vestiti con lunghe tuniche nere, sfilano portando oggetti che evocano le scene salienti della passione di Cristo; dietro di loro un corteo di fedeli e la banda cittadina scortata da carabinieri in divisa storica. In ogni stazione vengono allestiti piccoli altari decorati con immagini sacre e paramenti antichi. Nel percorso le famiglie della città espongono drappi sacri e ceri che contribuiranno a creare un’atmosfera spirituale durante il passaggio della processione notturna.
Nella settimana che precede il Venerdì Santo viene aperta la chiesa di San Bartolomeo, nell’omonimo rione della città in modo da far ammirare ai fedeli e ai turisti l’antico catafalco in legno utilizzato sino alla metà del secolo scorso, sul quale veniva alloggiato il feretro in vetro in cui era custodita la statua del Cristo deposto. Oggi questo enorme cimelio non viene più adoperato nella processione, anche per ragioni di sicurezza.

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I Pasquali di Bormio

A Bormio invece il giorno di Pasqua si rinnova la tradizione dei Pasquali. Si tratta di una processione che vede i giovani del paese sfilare portando in spalla i “Pasquali”, splendide portantine riccamente decorate, la cui realizzazione richiede mesi di preparazione da parte di ogni rione. Bambini, famiglie e gruppi folcloristici, tutti agghindati con costumi tipici, accompagnano la sfilata, che arriva fino in piazza del Kuerc dove una giuria elegge il miglior Pasquale.

La tradizione nacque anticamente quando i cinque reparti di Bormio gareggiavano nell’ agghindare nel miglior modo possibile un agnellino per mezzo di nastri e fiocchi per poi portarlo a ricevere la benedizione nella piazza principale del paese. Con il passare degli anni lo spirito di competizione dei reparti contribuì ad accrescere la manifestazione: il semplice ornamento degli agnellini si arricchisce dalle sfilate degli abitanti dei rioni nel tradizionale costume bormino. È a partire dal 1932 che i pasquali assumono la veste di barelle portate a spalle dai giovani del paese così come le conosciamo oggi.