“Cosi si gioca solo in Paradiso”. Fulvio Bernardini ci perdonerà se per tessere le lodi del Napoli spumeggiante che vola in Champions League abbiamo scomodato addirittura il suo grande Bologna degli anni ’60. Magari al vulcanico patron De Laurentiis farà più piacere un titolo da film, “Napoli Settebellezze”, per l’11 di Maurizio Sarri, che si è guadagnato la fase a gironi dopo aver liquidato con un doppio 2-0 il Nizza. IMG 0494 640x358Traguardo tutt’altro che scontato, se pensiamo che gli ultimi tentativi delle italiane di superare il playoff erano andati tutti puntualmente a vuoto. E poi perché i francesi, nel lotto delle possibili sfidanti, erano sicuramente il cliente peggiore sulla carta: rivelazione dell’ultima Ligue 1 e con giocatori da prendere con le molle, su tutti il neoarrivato Sneijder, Seri – richiesto da mezza Europa – e Balotelli, ieri fischiatissimo dai suoi tifosi al momento del cambio operato da un deluso Favre, che ha bocciato la sua prestazione definendola “totalmente insufficiente”. Se però il diavolo è risultato meno brutto del previsto, il merito è proprio degli azzurri, che hanno annichilito gli avversari con un gioco che attualmente ha pochi riscontri nel panorama calcistico internazionale. Con un attacco atomico. Insigne – a segno anche ieri – è ormai un campione affermato e si è fatto vivo pure il Barca orfano di Neymar. Mertens è diventato un cecchino infallibile. Callejon garantisce gol e copertura, a lui l’allenatore toscano non rinuncia mai. IMG 0492 640x356Il resto lo fanno un centrocampo mobile e tecnico, dove spicca capitan Hamsik, napoletano d’adozione, e una difesa sempre più sicura, con l’onnipresente Koulibaly, a protezione dell’esperto Reina. Non a caso i pronostici sono quasi unanimi nell’eleggere il Napoli come la vera anti-Juve, se non addirittura la favorita al titolo dopo i sei scudetti di fila di una Signora forse sazia e più concentrata sulla Champions, dove Sarri vorrebbe evitare volentieri il Real delle meraviglie che lo elimino’ lo scorso anno. C’è comunque una sensazione netta, inequivocabile: siamo alla stagione spartiacque dell’era Sarri. Il suo Napoli regala spettacolo ovunque, ma deve portare a casa qualcosa. Non è più solo la speranza di una città che sogna a occhi aperti il terzo scudetto della sua storia, ma un obbligo per completare il cerchio e impedire che la squadra venga ricordata come una”bella incompiuta”. Serve un trofeo per varcare con successo il Rubicone. Senza indugi. Caro Sarri, alea iacta est.