E’ sinonimo di festa, allegria. Parliamo del Prosecco DOC, leader degli spumanti italiani e tra i più conosciuti nel mondo. Le uve destinate alla produzione di Prosecco DOC provengono principalmente dal Glera, un vitigno autoctono dell’Italia nord orientale, noto fin dai tempi dei Romani. La Glera è un vitigno a bacca bianca. Ha tralci color nocciola e produce grappoli grandi e lunghi, con acini giallo-dorati. La sua coltivazione prevede, oltre all’orientamento verticale dei germogli e all’eliminazione di quelli in soprannumero, anche interventi di cimatura e legatura per ottenere un microclima adatto all’accumulo di sostanze aromatiche sulla bacca. Insieme alla Glera, fino ad un massimo del 15 %, vengono storicamente utilizzate altre varietà: Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, vinificato in bianco. La zona di produzione del Prosecco DOC si trova in nove province situate in Veneto e Friuli Venezia Giulia: Vicenza, Padova, Belluno, Treviso, Venezia, Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste. Quando la raccolta delle uve, la vinificazione e l’imbottigliamento avvengono completamente nelle province di Treviso e Trieste, si possono usare le menzioni speciali Prosecco DOC Treviso e Prosecco DOC Trieste. Due province che, nel corso della storia, hanno ricoperto un ruolo fondamentale per la produzione del Prosecco.

Fin dalla metà del Duecento il toponimo “Prosech” o “Prosecum”, ma anche il più moderno “Proseco” viene riferito ad un piccolo centro, confinante a sud est con il vescovado di Trieste e a nord con il territorio di Duino. Ancor oggi Prosecco è una piccola località della provincia di Trieste, nell’estremo nord – est della penisola italiana. Quanto alla produzione di vino in loco, risalgono sempre a quest’epoca le prime citazioni del luogo ed esse provengono proprio dall’atto di locazione per quattro vigneti. È dunque certo che delle coltivazioni viticole fossero collocate lungo i pendii soleggiati digradanti da Prosecco verso il mare, al riparo dei freddi venti di bora, dove si trovava un terreno marnoso-arenaceo, in tempi antichissimi coperto dal mare, favorevole alla maturazione di uve molto particolari. Il Prosecco era conosciuto già dai romani, citato da Plinio nella sua “Historia Naturalis”; ma è verso la fine dell’800’ che, grazie alla spumantizzazione, il Prosecco diventa come oggi tutti lo conosciamo

Le prime settimane di settembre sono il periodo migliore per raccogliere le uve che mantengono le proprietà organolettiche (zuccheri, acidità e sostanze aromatiche) ed hanno raggiunto la maturità. Finita la vendemmia, avviene la separazione degli acini dai raspi e successivamente la pressatura. L’attività dei lieviti, detta anche fermentazione, dura circa 15/20 giorni a una temperatura massima di 18°C per preservare l’aroma e i profumi più delicati. La prima qualità a essere imbottigliata è il Prosecco Tranquillo, mentre le varietà Frizzante e Spumante seguono la seconda naturale fermentazione. La seconda fermentazione, utilizza il metodo italiano chiamato anche Martinotti, avviene in grandi recipienti a tenuta di pressione, le autoclavi. È così che il vino acquista le famose bollicine. Verso la fine della spumantizzazione, che dura minimo 30 giorni, si abbassa la temperatura per fermare la fermentazione, lasciando un residuo zuccherino, capace di garantire l’equilibrio e l’armonia. Nasco così il Prosecco DOC, un vino dal colore giallo paglierino brillante con perlage fine e persistente, caratterizzato da profumi di fiori bianchi, mela e pera. Al gusto si presenta fresco ed elegante con moderata alcolicità. Si abbina ai piatti della grande tradizione gastronomica italiana e si presta molto bene ad aperitivi, brindisi e a momenti di ritrovo.

Nel 2017 sono state vendute 440 milioni di bottiglie, di cui l’82,5 della tipologia Spumante, il 17,45% Frizzante e lo 0,05% Tranquillo con un valore totale di 2,1 miliardi di fatturato. Il 25% delle vendite riguarda il mercato italiano mentre il 75% va sul mercato estero, in gran parte Europa, ma anche con un 21% venduto nel Nord America. Il 3% va in Asia, l’1% in America del Sud, Africa e Oceania.

Prosecco 01
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