Iniziamo da Bellinzona un nostro viaggio in tre puntate in Svizzera, attraverso il San Gottardo e il lago dei Quattro Cantoni per giungere al Monte Pilatus sopra Lucerna. Un viaggio attraverso la storia della Svizzera, ma anche dell’Europa. Bellinzona è la capitale politica del Canton Ticino ed è conosciuta soprattutto per essere la città dei castelli, con la cinta muraria che di fatto è stata per anni linea di confine, una porta di passaggio obbligato verso l’Italia. Su Bellinzona convergono tante vie di comunicazione, come nessun altro sbocco meridionale delle Alpi. Accanto al San Gottardo, alla Novena, al Lucomagno e al San Bernardino, aperti oggi al traffico veicolare, occorre ricordare gli antichi itinerari a cavallo o a piedi la Greina e il San Jorio. Dal fianco orientale della valle sporge uno sperone roccioso che costituisce una chiusa naturale lasciando aperti solo due passaggi: quello dove nel medioevo è sorto il borgo e il tratto pianeggiante bagnato dalle imprevedibili acque del Ticino. Difficile immaginare un luogo più propizio all’edificazione di uno sbarramento difensivo. Le testimonianze più antiche risalgono al Neolitico (IV millennio a.C.).

Il primo dei tre castelli ad essere eretto è il Castelgrande in epoca romana prima di essere abbandonato nel I secolo d.C. per lo spostamento dei confini. Nel 568 i Longobardi invasero l’Italia del nord, e si stabilirono anche nella zona di Castelgrande. Nel 590 la fortezza fu teatro di uno scontro con soldati franchi e un condottiero nemico cadde ucciso da una lancia longobarda; risale a questo avvenimento la prima citazione del castello in un documento scritto. Sotto il dominio di Como, dall’undicesimo al dodicesimo secolo, furono costruiti edifici in pietra e torri entro la cinta muraria. L’imperatore Federico II, alleato di Como, mise le mani sulla roccaforte di Bellinzona e la fece irrobustire per assicurarsi il controllo di questo importante punto di transito e della mulattiera che attraversava le Alpi. Tuttavia nel 1242 la potente città di Milano riuscì a impadronirsi di Bellinzona. Como riottenne Bellinzona sottoscrivendo la pace con Milano nel 1249. Fu in questo periodo che sorse il castello di Montebello, voluto dalla famiglia comasca dei Rusca stabilitisi nel borgo. A partire da questo momento la fortezza di Castelgrande non fu più l’unica opera difensiva a controllare la chiusa. Nel 1340 Milano, governata dalla potente famiglia dei Visconti, dopo aver sottomesso la città di Como, attaccò Bellinzona con un forte esercito; i soldati bombardarono le mura con le macchine da guerra e dopo un assedio di due mesi il borgo si arrese. L’espansione di Milano si estese fino al San Gottardo. Per Bellinzona ebbe così inizio il dominio, destinato a durare circa centocinquant’anni, della signoria milanese dei Visconti. Lo stemma araldico di Bellinzona infatti riprende il biscione, simbolo proprio dei Visconti.

Nel 1500, in seguito alle complesse vicende politico-militari del Ducato di Milano, Bellinzona cade in mano agli svizzeri. Infatti nel 1499 il re di Francia Luigi XII conquistò la Lombardia perché si considerava l’erede del ducato. I Francesi inviarono soldati anche a Bellinzona; i bellinzonesi, però, si asserragliarono all’interno degli inespugnabili castelli ducali. Le autorità locali avevano ormai deciso di chiedere aiuto agli Svizzeri. Uri, Svitto e Untervaldo, che guardavano a Bellinzona da tempo, furono ben lieti di assoggettare il borgo e impossessarsi delle fortezze militari. Nel 1503 il re di Francia riconobbe ai tre cantoni primitivi il possesso di Bellinzona, della Riviera e di Blenio. La città rimase controllata come baliaggio (una specie di colonia) fino alla fine del Settecento quando l’intervento di Napoleone e una serie di rivolgimenti interni portarono nel 1798 alla nascita del Cantone di Bellinzona all’interno della Repubblica elvetica. Successivamente, nel 1803 il nuovo cantone fu unito con il Cantone di Lugano per formare l’attuale Canton Ticino, di cui Bellinzona divenne la capitale. Dopo il 1815 tale ruolo fu attribuito a turno anche a Locarno e Lugano. Soltanto nel 1878, non senza diatribe, Bellinzona diventa definitivamente sede del governo cantonale ticinese.

Abbiamo accennato dei tre castelli bellinzonesi, dal 2000 Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO: Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro.

Castelgrande è il più antico dei tre, sorge su uno sperone di roccia al centro della valle. La formazione attuale risale al 1420 con tre cortili, due torri e una Ridotta. Più a est sorge il complesso di edifici del ridotto, al cui centro spicca la costruzione più alta del Castelgrande: la snella e quadrata Torre Bianca, probabilmente duecentesca. Negli anni è stato anche arsenale cantonale e sede della locale prigione. Attualmente meta di eventi mediatici, ha pure un rinomato ristorante e un grotto. Il Museo del Castello è corredato con ritrovamenti archeologici della collina di San Michele e da un filmato che narra la storia di Bellinzona.

Sull’omonimo colle sorge il castello di Montebello. Posto a 90 metri sul livello del mare, domina dall’alto il Castelgrande. Il primo nucleo interno risale al tredicesimo secolo. Di forma pentagonale costituito al suo interno da due cortili e da un mastio quale abitazione. Verso l’esterno ha solo feritoie, mentre le finestre sono rivolte all’interno. Detto “piccolo” perché a confronto con l’altro sulla collina di San Michele era di misure nettamente minori. La prima cinta muraria edificata attorno al suo nucleo risale attorno al 1350, per opera del Ducato milanese guidato da Ottone Visconti, realizzando anche il collegamento murario verso Castelgrande ed erigendo la murata-dogana con la porta di accesso a nord poi denominata “Porta Ticinese”. Anticamente era chiamato Castel Piccolo (1457-1472) o Castello di Montebello. Durante l’occupazione svizzera fu chiamato Castello di Svitto e, dopo il 1818, di San Martino. Diventato di proprietà della famiglia Ghiringhelli verso la fine del diciottesimo secolo, fu acquistato dal Cantone nel 1903 in occasione del centenario dell’Indipendenza ticinese.

Proseguendo a salire sulla montagna troviamo il castello di Sasso Corbaro. Tipica fortezza sforzesca, è stato utilizzato come torre di vedetta, grazie alla vista completa della valle: verso settentrione, fino alla valle Riviera dominata dal pizzo di Claro, e verso meridione si spinge sino al bacino del lago Maggiore in territorio italiano. Il castello ha una propria chiesetta dedicata a Santa Barbara eretta nel luogo di sepoltura dell’architetto ducale e costruttore Domenico Ferrini da Firenze, deceduto per peste nel 1479. I lavori furono poi continuati dal bellinzonese Gabriele Ghiringhelli. Ospita il Museo cantonale dell’arte e delle tradizioni popolari.

Ma Bellinzona non è solo i castelli. Spicca nel centro storico la Collegiata dei Santissimi Petri e Stefano. Costruita nel Cinquecento su progetto del Maestro Tommaso Rodari da Bissone in stile rinascimentale con inserti barocchi. Esternamente la Collegiata si presenta con una maestosa facciata realizzata in pietra scura di Castione. La sua edificazione risale al 1517, conclusa nel 1543 mentre il campanile è del 1567.

Altro edificio importante nel centro di Bellinzona è il Palazzo del Governo. Costruito nel 1738 come Convento delle Suore Orsoline, fu sede del Governo e del Parlamento del Canton Ticino sin dal diciannovesimo secolo. All’interno è contenuta una interessante collezione d’arte esposta nei corridoi e nelle sale del palazzo e la biblioteca consacrata alla legislazione cantonale.

Bellinzona da sempre è stata un importante nodo di comunicazione. Nel 1882 fu aperto al traffico ferroviario il traforo ferroviario del San Gottardo che permetteva così il collegamento diretto tra il nord e il sud delle Alpi. Lungo 15.003 metri, è a doppio binario. Nello stesso anno fu completata la linea ferroviaria da Chiasso al San Gottardo. La stazione di Bellinzona fu progettata da Adolf Göller e realizzata da Gustav Messdorf ed inaugurata il 6 dicembre del 1874. Nel 2016, con l’apertura del tunnel di base del San Gottardo, lungo 57 km e che permette un risparmio sulla percorrenza di circa 30 minuti rispetto alla tortuosa linea storica, la stazione fu totalmente rinnovata. E’ da qui che all’indomani affrontiamo il viaggio sul Gotthard Panorama Express: un inedito viaggio da Lugano a Lucerna su un treno panoramico fino a Flüelen. Da qui un battello a vapore del 1928 porta i viaggiatori a Lucerna attraverso il lago dei Quattro Cantoni, toccando luoghi intrisi di storia come il Rütli, la pietra di Schiller e la Cappella di Tell. Ma di tutto questo vi parliamo nella seconda puntata del nostro viaggio in Svizzera.

Vista da Bellinzona verso le valli che portano al San Gottardo, a sinistra, e al San Bernardino, a destra
Lo splendido parco che circonda il castello di Montebello
Castelgrande visto dal castello di Sasso Corbaro
Il cortile antistante il castello di Sasso Corbaro
Castelgrande e il castello di Montebello visti dal castello di Sasso Corbaro
Immagini d'epoca della chiusa di Bellinzona
Il cortile interno di Castelgrande
La struttura del cortile del castello di Montebello
Vista panoramica della Collegiata dei SS Pietro e Stefano con sullo sfondo i castelli di Montebello e Sasso Corbaro
Il Palazzo del Governo Cantonale
La facciata della stazione di Bellinzona

Maggiori informazioni sul sito: www.bellinzonese-altoticino.ch

Dove dormire:l’Hotel La Tureta (4* www.latureta.ch) e l’Hotel Internazionale

(3* http://www.hotel-internazionale.ch/it/13/home.aspx) che si trova proprio di fronte la stazione.

Dove mangiare: il ristorante Internazionale che si trova sotto l’omonimo hotel e l’Osteria Mistral da Brughelli in via Orico 2 a Bellinzona www.osteriamistral.ch/2016/

Dall’Italia Bellinzona è raggiungibile in treno da Milano con le ferrovie svizzere (www.sbb.ch/it/home.html) e Trenitalia (www.trenitalia.it)

Per qualsiasi informazione si può chiamare il numero verde di Svizzera Turismo
00800 100 200 30, gratuito dall’Italia.