Doverosa premessa del cronista, mi sta particolarmente a cuore il caso Vibonese, rispedita in Serie D al termine di unfoto curva coreografia 604x270 paio di mesi di agonia. 18 anni trascorsi a Vibo Valentia mi fanno seguire con particolare trasporto la triste vicenda della società rossoblù, fin qui più impegnata nei corridoi dei tribunali che sul terreno di gioco. Anzi, in campo non è ancora scesa la squadra di mister Campilongo, costretta a stare “in panchina” nell’attesa che venisse sbrogliata la matassa della giustizia sportiva. Riavvolgiamo il nastro allo scorso luglio, quando il TFN (Tribunale Federale Nazionale) dichiara inammissibile il ricorso dei calabresi, che dopo la retrocessione sul campo della scorsa stagione chiedevano di tornare in Serie C a scapito del Messina per presunte irregolarità dei siciliani. La società presieduta da Caffo non si dà per vinta e il 24 agosto la Corte d’Appello Federale, organo di giustizia della Federcalcio, le riapre le porte della C. Fuochi d’artificio, in città esplode la festa. Ma il tempo di esultare dura poco, la doccia gelata arriva da un ricorso contro la Vibonese presentato congiuntamente da Lega Pro e Figc, che chiedono sospensione e annullamento della decisione della Corte d’appello (stesso organo federale, la situazione assume sembianze tragicomiche…). La palla passa così all’udienza del Collegio di Garanzia del Coni mentre i campionati di Serie C e D vanno avanti. Il club rossoblù, società sana e con stipendi regolarmente pagati, rimane sospesa nel limbo, ferma in attesa di notizie su quale sarà il suo destino. L’incubo si materializza lo scorso 15 settembre, quando il Coni accoglie il ricorso della Federcalcio del presidente Tavecchio e della Lega Pro di Gravina. Come segno di protesta il sito ufficiale della società “chiude per lutto”. 62ed3e8e26f2d791610d54feb86d856c 39466 d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e Ma bisogna andare oltre, domenica c’è il Portici e salvo clamorose sorprese la squadra scenderà in campo per il primo appuntamento tra i dilettanti. Ma la partita più importante si giocherà altrove, di ieri l’ufficialità del ricorso al Tar del Lazio per ottenere la sospensiva della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni. La battaglia va avanti, seppur nel silenzio dei principali media nazionali.  Ahimé, della “piccola Vibonese” interessa a pochi. Ma c’è qualcuno, addirittura al di là dei confini nazionali, che si è accorto della vicenda dando risalto sul suo portale . Si tratta del sito spagnolo, iusport.com. Il titolo? “U.S. Vibonese Calcio, un caso italiano di cattiva giustizia sportiva”. Appunto. Forza Vibonese!