La leggenda narra che l’attuale Vieste era solo un villaggio di pescatori abitato da un giovane alto e forte di nome Pizzomunno che si innamorò di una sua concittadina, Cristalda. Nulla sembrava poterli separare. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente le sirene emergevano dai flutti marini; prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono diverse volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante. L’amore che il giovane riversava su Cristalda, però, rendeva vane le offerte delle sirene.  Una notte le sirene, colte da gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondità del mare. Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata, i pescatori il giorno seguente ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome.  Ancora oggi ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore. Leggenda che è stata portata da Max Gazzè al Festival di Sanremo 2018 con la canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Lo scoglio del Pizzomunno è di fatto il simbolo di Vieste, una delle località più apprezzate del Gargano. Lunghe spiagge di sabbia dorata si si alternano ad affascinanti grotte marine, di cui il territorio è ricco. La costa viene intervallata da bianche falesie che offrono scenari culturali inaspettati: i trabucchi e le torri costiere, testimoni di un passato in cui il mare rappresentava, ancor più che oggi, fonte di opportunità e di pericolo.

Pizzomunno a Vieste
La spiaggia di Vieste

I trabucchi, antichissimi strumenti di pesca in legno, sono diffusi soprattutto lungo il tratto di costa che va da Vieste a Peschici. Le torri di avvistamento, costruite su tutta la costa nel XVI secolo, rappresentavano un fondamentale mezzo di difesa dai frequenti attacchi dei pirati saraceni. A far da contraltare allo splendido mare c’è il caratteristico centro storico di Vieste, che sorge su un roccione dominante il mare. Il borgo di origine medioevale ha mantenuto quasi intatti i caratteri originari, con le sue caratteristiche viuzze irregolari, in parti gradinate, le piazzette aperte alla vista del mare e le case a schiera. La “Ripa” aveva la funzione antica di porto naturale, vera porta d’accesso alla città in un’epoca in cui la mancanza di strade rendevano lo spostamento via mare una necessità, rendendo così frequentissimi gli scambi commerciali con gli abitanti dell’odierna Croazia. Delle stradine del borgo antico è da ricordare, via Judeca, che testimonia l’antica presenza degli ebrei, con quel fascino da piccola casbah, sopravvissuta dai tempi delle invasioni saracene. Scendendo per via Uria si incontra la piazzetta del Seggio, anch’esso sullo strapiombo della Ripa. Il Seggio o Sedile di S. Giorgio era una bassa costruzione, a base quadrata, su cui s’aprivano due ampie arcate, ed era sormontato da una torre con orologio.

Un vicolo del centro storico di Vieste
Vieste

La Cattedrale di Vieste è situata nella zona alta del borgo medievale, la sua edificazione risale alla seconda metà dell’XI secolo, la costruzione conserva ancora nel suo complesso il primitivo stile romanico-pugliese e nel campanile quello del tardo barocco. Essa rappresenta una delle chiese più antiche di stile romanico della Puglia e si ritrova in perfetta armonia con il campanile della chiesa ricostruito in stile barocco dopo un crollo nel 1772. A seguito dei saccheggi attuati dai saraceni nel 1480 e 1554 e del devastante terremoto del maggio del 1646 che colpì Vieste, la cattedrale ha subito negli anni modificazioni che ne hanno alterato le sue sembianze originarie. Merita una visita punta San Francesco, l’estremità della piccola penisola su cui sorge il quartiere medioevale, abitata fin da tempi remoti a causa della sua posizione strategica e del suo possente bastione naturale che ne rendeva difficile l’assalto via mare. Il nome della penisola è legato a quello della chiesa e del monastero che sorgono all’estremità della penisola Da via San Francesco, guardando la chiesa, sulla sinistra troviamo la baia di marina piccola e l’isolotto di Sant’Eufemia che ospita il faro, sulla destra una scala che ci porta su una stupenda scogliera con trabucco e una magnifica vista del centro storico a picco sul mare. Vieste è anche un’ottima base di partenza per scoprire la bellezza della selvaggia terra Garganica, l’imponente Foresta Umbra, la bianca Peschici e la bella Rodi, il paradiso naturale delle Isole Tremiti e gli antichi sentieri di pellegrinaggio verso Monte Sant’Angelo e i più recenti verso il Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, ma anche per riscoprire le antiche tradizioni musicali e culinarie.

Vista del porto dal centro storico
Il Faro di Vieste