Coldiretti 01 640x360Sono tutte italiane le etichette che occupano i primi dieci posti nella classifica sull’incremento dei consumi durante l’anno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census, in occasione del Vinitaly di Verona dove ha presentato la prima mostra delle terre italiane del vino, con l’esposizione dei diversi tipi di terreni dai quali nascono i 405 vini Doc e Docg che danno al Belpaese il primato in termini di biodiversità. La speciale top ten evidenzia risultati sorprendenti con un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che – sottolinea la Coldiretti – premiano anche negli acquisti di vino le produzioni legate al territorio. Nella classifica dei primi dieci vini che nel 2018 in Italia hanno fatto registrare il maggior incremento delle vendite, infatti, nessuno è internazionale. Al primo posto infatti c’è il Lugana della Lombardia con un +24% seguito dal Primitivo pugliese (+21%), dalla Ribolla del Friuli Venezia Giulia (+15%), quarto sempre dalla Puglia il Negramaro con +15%.  Quinto la Passerina delle Marche con un +14%. Il Cerasuolo (Sicilia) conquista la sesta posizione con un +10% seguito dal Valpolicella Ripasso del Veneto (+9%), dal Riesling Italico del Veneto che cresce anch’esso del 9% all’ottavo posto e dal Valpolicella veneto (+9%) al nono. Chiude la top ten il Grignolino del Piemonte con un +7%.

Si tratta della conferma – sottolinea la Coldiretti – della alta qualità offerta lungo tutta la Penisola grazie alla biodiversità e alla tradizione millenaria della viticoltura tricolore. Sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – ci sono 545 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi (quasi il doppio) a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia nel 2018 è cresciuto del 3% e ha raggiunto il valore record di oltre 11 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo di sempre a 6,2 miliardi (+3%) mentre sono risultate in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale pari a circa a 4,8 miliardi, per effetto anche dell’aumento dei consumi interni (+4%). Il Vigneto Italia garantisce occupazione a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio per un totale di ben 20 settori. La produzione italiana nel 2018 è stata pari a circa 48,5 milioni di ettolitri, in aumento rispetto alla scorsa annata che per la grave siccità è stata tra le più scarse dal dopoguerra. Si tratta di un risultato praticamente in linea con la media dell’ultimo decennio che – sottolinea la Coldiretti – garantisce all’Italia il primato mondiale davanti alla Francia, dove la produzione dovrebbe aggirarsi sui 46 milioni di ettolitri, e alla Spagna con 41 milioni di ettolitri.