Carmelitani Scalzi 640x425I Carmelitani Scalzi conquistano il Vinitaly. Alla 52/ma edizione della fiera veronese i  frati Carmelitani, che hanno dato il nome al “Ponte degli Scalzi” di Venezia, hanno presentato due vini che hanno creato dopo aver recuperato delle viti a Venezia, raccolte nel vigneto-collezione della biodiversità nel brolo del convento veneziano, che raccontano le origini mercantili della città: dal Raboso delle Malvasie, dalle varietà armene della Marzemina, dal Verduzzo al Lison, ad altre varietà come la Terra Promessa. Ne sono usciti due vini pregiati, un bianco e un rosso, prodotti in 1.400 bottiglie che, con la loro storia e unicità, sfidano i “colossi” del Vinitaly. L’idea nasce dall’attività tradizionale del Convento di prodursi il vino domenicale e da pasto, usando le varietà di vitigni presenti da decenni nei broli dei propri conventi. Le due bottiglie, dalla forma il più possibile vicina a quella utilizzata nel lontano passato, recano nell’etichetta due immagini dei dettagli della Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Venezia: una statua del timpano e una parte del mosaico pavimentale.