Amarone vigneti 640x396Mancano sei settimane al tradizionale appuntamento di Autochtona, il forum dell’autoctono italiano per eccellenza, in programma il 14 e 15 alla Fiera di Bolzano. Un palcoscenico che anche quest’anno svelerà i tanti volti dei vitigni autoctoni dello Stivale, diventando una sorta di viaggio tra regioni e territori, alcuni dei quali circoscritti e intimamente legati a varietà che hanno rischiato l’estinzione. Ma quali sono i vitigni autoctoni più ricercati in rete – in Italia – da appassionati, addetti ai lavori e semplici wine lover e da quali regioni provengono le loro ricerche? Autochtona ha cercato di dare una risposta attraverso strumenti di ricerca come Google Trends e Ubersuggest, considerando che il nostro Paese è patria di una quantità davvero vasta di varietà, spesso sconosciute, che a volte faticano a varcare i confini territoriali nelle quali vengono allevate. Spesso coincidono con il nome del vino, altre volte vanno a far parte, in modo determinante, di blend noti, ma trovano poco spazio e visibilità in etichetta. È un dato di fatto, però, come l’interesse e la curiosità per le varietà autoctone cresca di anno in anno senza battute di arresto certificato anche dalla sempre maggior frequenza di ricerche in rete da parte degli internauti italiani.

Vinum Hotel 04 640x427Dalla ricerca emergono dati e indicazioni che possono fornire spunti interessanti a produttori e operatori del settore, con alcune varietà maggiormente legate a confini strettamente regionali suscitino comunque un ottimo interesse anche in regioni differenti da quelle di nascita. La Ribolla Gialla, ad esempio, storico vitigno autoctono che ha trovato in Friuli-Venezia Giulia la sua terra di elezione, in particolare nelle province di Gorizia e Udine, negli ultimi 12 mesi ha registrato quasi 10.000 ricerche in media al mese su Google, provenienti prima di tutto dalla sua regione di origine e dal vicino Veneto, ma anche da Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna.

L’Aglianico, nobile varietà del Sud Italia, che dà origine a vini da lungo affinamento come il Taurasi in Campania o l’Aglianico del Vulture in Basilicata, giusto per citare i due esempi più paradigmatici, registra, sempre nell’ultimo anno, 5.400 ricerche medie mensili che spaziano un po’ ovunque, con ottime performance anche nel Lazio e nelle Marche. Il Lagrein, vitigno autoctono dell’Alto-Adige che anche quest’anno sarà protagonista dell’ormai nota rassegna ‘Tasting Lagrein’, evento collaterale di Autochtona, vanta 4.500 ricerche medie al mese che arrivano con sempre più frequenza non solo dalle provincie di Bolzano e Trento, ma anche da Lombardia e Liguria. E ancora: il Verdicchio, alfiere della produzione a bacca bianca delle Marche, riscuote ottimo interesse in termini di ricerca anche in Sardegna, il laziale Cesanese in Lombardia, il Primitivo, soprattutto se associato alla sua origine più nota, vale a dire Manduria in Puglia, in Trentino-Alto Adige, mentre il sardo Cannonau è particolarmente amato in Friuli-Venezia Giulia.