Altro che azzurro, qui è buio pesto. In perfetta sintonia con l’inizio di settembre che sembra aver spazzato via di colpo l’estate, lo sport italiano vive un weekend che più nero non si può. Anche se gradazioni e sfumature sono diverse, da caso a caso. Nerissimo, ad esempio, quello di Valentino Rossi, che nel tardo pomeriggio di giovedì si frattura tibia e perone durante un allenamento in sella ad una moto da  enduro a Parchiule, vicino ad Urbania.IMG 0520 Operato immediatamente ad Ancona, il pilota della Yamaha rischia di compromettere la sua corsa al decimo titolo iridato, anche se il suo sogno è quello di tornare in gara già il 24 settembre nel Gran Premio di Aragon. I medici predicano prudenza, consigliano 30-40 giorni di stop, ma il fenomeno di Tavullia non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero a Dovizioso e – c’è da giurarci – tenterà l’impossibile per bruciare le tappe. Lui è stato chiaro: ‘Farò di tutto per tornare in pista il prima possibile’. Deve sbrigarsi a tornare subito in pista anche la nazionale di calcio dopo la batosta di Madrid con la Spagna, che significa addio al primo posto e qualificazione ai Mondiali di Russia appesa ai playoff. Non ancora sicura, peraltro. Certo, non si può più sbagliare, a cominciare dalla sfida con Israele a Reggio Emilia. La corrida del Bernabeu ha ridimensionato tutto il nostro movimento calcistico, dirigenti, calciatori e ct, che si è presentato all’appuntamento con un 4-2-4 spazzato via dal sontuoso palleggio delle Furie Rosse. Che, strano a dirsi, continuano a mettere il pallone al primo posto, invece di corsa e schemi: cioè, giocano a calcio. Il sospetto è che Ventura – ora nell’occhio del ciclone, forse fin troppo esageratamente – fosse inizialmente orientato a non schierare Insigne, ma abbia fatto marcia indietro davanti ai fucili spianati della critica, che già si chiedeva come fosse possibile estromettere il nostro giocatore più in forma. Risultato: tutti dentro e avanti Savoia, ma centrocampo sguarnito, con Verratti uscito con le ossa rotte dal confronto con Isco, the man of the match, e l’eterno Iniesta a dare l’ennesimo saggio di classe. Una lezione durissima, a poco più di un anno dalla vittoria agli Europei dell’Italia di Conte su una Spagna da ‘Per chi suona la campana’. Invece, altro che fine ciclo. È, una volta di più, la dimostrazione che continuare ad ignorare il valore dei giocatori non porta lontano. Arrigo Sacchi prosegue però imperterrito nella sua battaglia e alza il muro per difendere l’idea di Ventura: ‘È l’unico modo per uscire dall’oscurantismo’. L’oscurantismo sarebbe quello che ha portato in bacheca 4 titoli mondiali. La forza della idee e degli schemi, invece, è quella che ci ha fatto giocare la finale di Usa 94 senza punte, raggiunta grazie alle prodezze di un certo Roberto Baggio. Dura la vita senza il trio olandese e campioni del calibro di Baresi, Maldini, Donadoni, Ancelotti…. Tuona Sacchi e tuona Marchionne, dopo la sconfitta delle Ferrari a Monza, con doppietta Mercedes e sorpasso di Hamilton a Vettel. IMG 0519Il numero uno di Maranello ha parlato di ‘gap imbarazzante’, dimenticando un po’ troppo in fretta l’ottimo cammino delle Rosse fin qui. ‘Il cammino è ancora lungo’, ammicca il tedesco, che di arrendersi non ne ha proprio intenzione. In fondo i punti di svantaggio dal pilota inglese sono solo tre, ma ora i margini di errore si sono ridotti. Il prossimo Gran Premio, a Singapore, dirà molto. Vettel può rendere la vita durissima al britannico, ma l’impressione è che nel rush finale Bottas potrebbe essere più decisivo di Raikkonen. Il popolo ferrarista, uscito a testa bassa ieri da Monza, confida in un’impennata di Kimi e in un gran finale, per colorare il Mondiale di Rosso. È invece uscita a testa alta dal parquet di Tel Aviv la nazionale di basket, nella terza partita degli Europei in Israele. Bestie nere degli azzurri, i baltici si sono imposti per 78-73, ma il quintetto di Messina, reduce da due vittorie, non ha affatto sfigurato. Sotto di -14, gli azzurri non hanno mollato, provando la grande rimonta. Niente drammi, dunque, anche se la sconfitta resta. Ora barra dritta verso la grande sfida contro la Germania, un cliente da prendere sempre con le molle. Avversario classico per i nostri colori. Forse l’ideale per tornare a dipingere il futuro di azzurro e dimenticare il weekend nero.