medico paziente 640x320Accantonate le proposte che legalizzano l’eutanasia, alla Camera ha avuto un’accelerazione l’iter del biotestamento. La morte di Dj Fabo in Svizzera ha rilanciato infatti la discussione sul fine vita, e il testo vagliato dalla commissione Affari sociali approderà in aula il 13 marzo.

Fra i cinque articoli che compongono il disegno di legge sul biotestamento, è fondamentale il terzo, contenente le “Disposizioni anticipate di trattamento“. Qualunque cittadino maggiorenne capace di intendere e di volere potrà esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamento sanitario, e potrà esplicitare il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

L’intervento di Marco Cappato (l’esponente dei Radicali che si è autodenunciato per aver aiutato Dj Fabo nel suo intento), ieri davanti a Montecitorio:

 

Per Cappato, l’eutanasia sarà «la battaglia della prossima legislatura». Su questo tema, però, i principali schieramenti politici sono spaccati al loro interno.

 


Dal sito TestamentoBiologicoOnline.it:

Il testamento biologico è lo strumento necessario per manifestare la propria volontà a proposito dei trattamenti sanitari ai quali si potrebbe essere sottoposti nel momento in cui, per incidente o malattia, le condizioni di salute fossero precarie e la situazione dell’organismo non permettesse più al soggetto di esprimersi. E’ definito anche “Direttive Anticipate di Trattamento” (DAT).

Solitamente si tratta di un testo firmato attraverso il quale un individuo adulto in condizioni di lucidità mentale dichiara quali sono i trattamenti sanitari che vorrebbe ricevere e quali invece rifiuterebbe (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) se le sue condizioni di salute fossero gravemente compromesse e non fosse più in grado di intendere e di volere.

Oggi in Italia non esiste una normativa che regoli il testamento biologico. Sono gli articoli 13 e 32 della Costituzione Italiana che conferiscono a ciascun cittadino la facoltà, piena e libera, di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi. Gli esiti delle vicende giudiziarie legate ai casi di Piero Welby, Giovanni Nuvoli e Eluana Englaro hanno confermato l’immediata e diretta applicabilità del dettato costituzionale.